ItalDesign dalla nascita alla disfatta

italdesign e cosedalweb la storia by historyroad
0 0
TEMPO DI LETTURA: 5 minuti
Read Time:2 Minute, 42 Second

La NASCITA di ItalDesign

È il 13 febbraio 1968 e nella Torino capitale dell’automobile due giovani decidono di inseguire il proprio sogno e fondano la SIRP che diverrà poi l’azienda di pregio mondiale ItalDesign.

Giorgetto Giugiaro, dopo aver lavorato per la FIAT e per la carrozzeria Bertone, e Aldo Mantovani, anche lui nonostante l’età già con un passato in FIAT, decidono di scommettere su se stessi fondando così la Società Italiana Realizzazione Prototipi.

Volkswagen scirocco italdesign concept fist primo

Gli inizi dell’azienda

Dopo aver collaborato nella realizzazione dell’Alfasud gli viene commissionato da Wolfsburg lo studio di tre modelli che entreranno poi di diritto nella storia dell’automobile, VW Passat, VW scirocco e VW golf.

Col tempo la società nata come SIRP cambia nome in Italdesign e inizia a creare soluzioni stilistiche in qualsiasi campo produttivo.

Italdesign diviene ben presto, prima che un’azienda, un polo in cui le più interessanti menti nel mondo del design si ritrovano per creare soluzioni a tutto tondo.

Basta infatti visitare il loro sito per vedere il design applicato ad ogni tipo di prodotto cercando di dettare le linee stilistiche future e di trovare semplificazioni per la vita di tutti i giorni, si passa dal concept a tiratura limitata ad interni di yatch, per poi giungere alle macchine del caffè e continuare verso lo sharing di velocipedi applicati al mondo dei disabili.

volkswagen golf mk1 gti red cosedalweb italdesign concept

I BESTSELLER

Come detto il primo grande progetto autonomo di Italdesign fu la VW Golf: un simbolo di rinascita per la casa tedesca, ma, soprattutto, il trampolino di lancio per l’atelier tutto italiano. I successi nelle vendite regalano a Giorgetto la notorietà che si merita e le commissioni fioccano da destra e da manca.

L’era della velocità per ItalDesign

Tra questi nuovi progetti, prende piede la proposta di Lotus di affidargli la produzione di una nuova sportiva, bella, esotica ma anche razionale: la Esprit. Con questo modello Italdesign dimostra di essere in grado di produrre sportive, e che sportive!

3 anni dopo, nel “78, arriva una nuova proposta, ora dalla Germania. BMW deve trovare dei partner per produrre un’auto sportiva in più di 400 esemplari per partecipare alle gare, nacque così l’M1, la tedesca prodotta in Italia.

Nello stesso anno però è un altro disegno quello che occupa le scrivanie della fabbrica torinese: la DMC 12. L’auto più estroversa mai creata, tripudio di eleganza e innovazione, ma forse troppo avanti per quegli anni.

Fascino all’Italiana

Abbandonata la produzione di supersportive, Giugiaro si incammina nello studio degli spazi e del loro sfruttamento, una sorta di Le Corbusier applicato all’automobile. Da questi studi nasce il primo mitico Pandino nel 1980, pronto a conquistare un pubblico di giovani e di adulti, dai ragazzi pronti per il sabato sera alle famiglie in procinto di andare al mare. Ma la matita italiana non si ferma qua e sforna successi su successi fino al 2005, l’anno della presentazione della Grande Punto.

fiat panda italdesign concept cosedaalweb motori

Italdesign e Giugiaro spariscono temporaneamente dai radar fino alla vendita della maggior parte delle azioni alla Volkswagen nel 2010 e alla definitiva uscita di scena di Giugiaro, il 2 luglio 2015.

Ora Giorgetto si gode la sua meritatissima pensione, fiero di aver fatto sognare migliaia di persone con la sola forza della sua matita.

CERCACI SU INSTAGRAM | HISTORYROAD

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleppy
Sleppy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.